Testo La colazione coi campioni - Eterea Post Bong Band & Uochi Toki

Testo della canzone La colazione coi campioni (Eterea Post Bong Band & Uochi Toki), tratta dall'album La Chiave del 20

In piedi, difficoltà motoria lievi
Risolta ai colpi di spremuta e lieviti
Sono le dieci e undici, domenica mattina
Vietato saltare quesiti esistenziali
Che sono fondamentali per passare alle prossime fasi
Mi sento molteplice e difficile come i casi nella terza declinazione
Inseriti in frasi che parlano della nostra situazione
Non so dirti quale soffitto di quale abitazione
Starò guardando appena sveglio quando tu ascolti questa canzone
E non perché mi sveglio a casa di troie o perché sono un viaggiatore
No, è colpa della casualità del fatto
Che sono sempre a contatto con tipologie differenti di persone
Ricapitolo, mi sono svegliato in un salotto
Ingombro di stronzi che ancora dormono
Dopo un sabato da etologo corrotto dall'ambito
Insieme ad amici che si divertono quando livellano i contesti che
Livellano i gusti, i modelli, gli aspetti
Di coloro che non divergono, anzi
Che quasi si vergognano nel rendere
Acconto un luogo che sembra scomodo
Mangio la carne cruda come un varano di Komodo
Scrivo sulle basi coi rullanti che pestano
Tiro coi fratelli anche se il rap non lo ascoltano
E anche se lo ascoltano, e anche se lo ascoltano poco
Insomma, non appartengo ad un ambito
Basato su di una iconografia e audiografia che non sento mia
Dove vengono sistematicamente condannate le mie case e le mie scelte
Ciò nonostante, io e la mia gente siamo dei rappers
Perché abbiamo il background, compiamo delle imprese
E ne parliamo alle orecchie tese ragionando
In modo diverso dalle altre teste
Per ricordarti che non serve tener chiute le porte alle feste
Per lasciare fuori la peste
Perché arriva sempre uno stronzo con la maschera rossa
Che ti ricorda che è normale che la gente muoia, bella Edgar
I rappers hanno il compito di parlare e ragionare e fare le gag
Il resto lo lascio a te, compresi i clap
Che li sanno usare bene solo gli hotekr
È mattina, il mio cervello lavora in maniera produttiva e continua
Sono le undici e un quarto, tocca svegliare la gente pigra
I fratelli sentono il mio impatto, il cellerà sveglio già da un pezzo
Butta giù tutti gli altri a calci dal letto gridando di petto
Forza ragazzi, il sole è già alto
Meglio svegliarsi a mezzogiorno che alle quattro
Per riprendersi bisogna fare pranzo
Ed io sono già dietro a cucinarlo da tempo
Senti il profumo che ti sventolo
La colazione dei campioni, minestra di cavolfiori
Pasta con sugo e peperoni, vi rompo i coglioni
Solo perché li voglio cattivi, attivi
Attivo tattiche contro le depressioni e contro gli antidepressivi
Bentornati nel mondo dei vivi
Siamo quelli che preparano pranzi immensi con pochi scellini
Ho voglia di fondere il bronzo come Benvenuto Cellini
Voglio inondare i dance cretini
Non di raggi solari, ma di luci artificiali
Siamo le alternative sociali al vivere vite regolari
Ed al vivere vite regolari dove
Regolarmente si finisce drogati nei locali
Insomma, noi siamo alternativi, anzi, alterativi
Anzi, alternati come la corrente
Anzi, trasversali come niente che tu riesca a immaginare
Facciamo le vostre stesse cose, ma non in modo uguale
Viviamo le mattine sopportando pranzi coi parenti
E quadretti piccolo borghesi
In cui siamo dentro, ma da cui veniamo fuori
Guardaci scrivere, come la mosca nel video di Gutenberg
Guardaci vivere, come paragoni ermetici
Con quello che non puoi conoscere
Guardaci mangiare, come la domenica mattina dopo una serata hardcore
Siamo allegri anche se domani andiamo
A lavorare con il mal di testa regolare
Tanto è normale non andare in pizzeria quando c'è da prenotare
O guardare le ragazze degli altri
Mangiando pasta in brodo, forse minestrone
Visto che adesso ci sono centosei discoteche
Come succursale di altrettante centosei farmacie
Quindi compriamo una console
E la utilizziamo finché non ci viene voglia di azione
Domenica mattina il salotto sembra un campo di concentrazione
Sigarette spente e gente che mangia in ogni posizione
Siamo l'esercito, gli zingari del campo nomadi
Gli intellettuali che discutono al Rotary
I pizzaioli nordici, pizzeria bella Napoli
Siamo gli anziani dentro ai bocciodromi
Beviamo acqua, succo di frutta e vini economici
Se ci telefoni passiamo a prenderti
Quando ci interpreti lasciamo perderti
Perché con Ricco sui tecnici
Feletti agli impianti elettrici
I post-punk energici gemellati con Chernobyl
Diamo il giusto peso ai sabati
Tu scatta in una guerra che neanche te la immagini
Guardiamo in faccia alla domenica ed i suoi aspetti tragici
Su le mani per il rap
Anzi no, avanti il rap
Avanti
No, no, no, no, no, no, no, no
No, no, no, no, no, no, no, no
Non sa che siamo qui
Non sa che siamo qui
Non mi dimenticare
Spegli, spengli
Oh, sono IGOL



Credits
Writer(s): Paolo Zattara
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