Testo Dal club alla strada - Eterea Post Bong Band & Uochi Toki
Testo della canzone Dal club alla strada (Eterea Post Bong Band & Uochi Toki), tratta dall'album La Chiave del 20
Discoteca, tangenziale, falene, fanale
Finale col fene che dorme e strade morte
Svolte adestre, rotonde, rombano gli alberi a camme
Mentre gli altri pescano le ultime canne
Io disegno un diagramma a canne
Statistiche, torte, mastice nelle palpebre
Down egomane
Mi chiedo se sia lo stesso per un eroinomane
Forse non ho il permesso di sentirmi simile
Paragone azzardato
Nel mio malessere le sostanze non hanno mai interferito
Non ho il diritto di essere compatito
Oppure additato ed odiato
Oppure sopportato e copiato
Domani mattina sarò in piedi alle nove e un quarto
Non esiste il momento in cui sono annebbiato
E non so bene cosa ho fatto e detto perché l'ho dimenticato
Chi mi capisce, metafore viscide
Il party finisce, ti senti bruciare
Come il tuo albero di Natale
La tua voce appare e scompare
Come un albero di Natale
La qualità non ha il tuo nome
Mi sveglierai sdraiato sulle poltrone
Paragonato a bottiglie vuote
Antidolorifici, antidolorifici
Questo è ciò che andrai cercando
Come stai vivendo il tuo down post-festa
Davvero mi interessa
Io sono lucido più di una finestra aperta
La mia tristezza è complessa
E completa, e compressa, e compresa
Tra le pareti di lamiera
Di questo veicolo che mi riporta a casa
Insieme a gente che non bada alla strada
E parla dell'impresa compiuta
Non sono un aspirante suicida
Non ascolto OK Computer
Faccio bilancia a serata conclusa
E mi chiedo: "Scusa, ma non si era detto
Che avremmo messo a soqquadro il concetto di divertimento?
Che ci saremmo baloccati con questo e con quello?
Che avremmo contrastato con sinergia
L'idolatria della gente qualsiasi
Per i divertimenti da svolgersi nei sabati?"
Invece siamo qui a compiangerci
Nei miei infiniti plurali mai estatici
Di come siamo stati fragili e fradici di poca influenza
Di come trabocchiamo di impudenza
Ma non riusciamo mai ad usarla
È come avere in tasca solo monete da una dracma
La differenza tra il vostro impreciso distacco
E la nostra reale indipendenza
È troppo sottile, troppo facile da negare
Tanto che potrebbe annegare nella tua bocca
Quando porti alle labbra il bicchiere
Mentre la stai per pronunciare
Non hai scuse
Conosco chi riesce a bere o fumare
O manipolare la percezione
Senza farsi soffocare nelle spire della confessione
E compassione, e congestione, e concessione
Il problema sta altrove
Lo cercherò in un'altra situazione
Domani mattina alle ore nove
Chiudo lo schema e sono in furgone
Mi attacco al finestrino e rido con le persone
Che si divertono ancora
Nonostante sia finita la missione
L'ammissione che devo fare
È che la depressione per me dura al massimo un paio di mezz'ore
Ed è assolutamente naturale
Il fatto che io sia peggiore di te perché non voglio avere scuse
Faccio rap che viene dalle strade
Soprattutto da quelle per andare nei posti e per tornare nelle case
Credits
Writer(s): Paolo Zattara
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