Testo Linea d'ombra - David Riondino
Testo della canzone Linea d'ombra (David Riondino), tratta dall'album Quando vengono le ballerine?
Questo strano dolore che non si lascia dire
E che vuole restare e che vuole sparire
Che ogni volta scompare nel sonno di un abbraccio
E ogni volta riappare nel fruscio di uno sguardo
Quando improvvisamente tu batti le tue ciglia
E diventi qualcosa che non ti rassomiglia
E che torna lontano come un graffio come una smorfia
Una mano straniera che mi chiude la porta e ti cerco
E cercarti e trovarti e non trovare niente
Ma solo qualche cosa che mi chiama da sempre
Dal fondo di un abisso dove precipitiamo
E appare all'improvviso, e chiama da lontano
E noi precipitiamo e tutto resta teso
E restiamo aggrappati a un respiro sospeso
E in cima a quel respiro precipitiamo ancora
Verso una notte larga dentro i tuoi occhi chiari
Dove il tempo si rompe e si cade soltanto
E non si sa più dove e non si sa più quando
E ti guardo guardare in una melodia
Che da un momento all'altro se ne può tornar via
E la sciarmi da solo a morire davvero
Nella sala d'aspetto prima di un cimitero
Dove si aspetta il turno preparando i vestiti
Mettendoli in valigia, tenendosi puliti
Dentro questo noioso paese dei balocchi
Che si rompe ogni volta che ti cado negli occhi
E non andare via e dammi la tua bocca
E dammi i tuoi capelli e dammi le tue mani
E tutto questo corpo che tiene il tuo respiro
E che sei solo tu e che sei te davvero
E buttamelo addosso e poi fallo danzare
E fatti maledire e fatti carezzare
Con queste mie carezze che ti fanno apparire
Con queste mie carezze che sono il modo mio
Mentre ti lasci fare sai che ti faccio io
Non sono nessun altro e non ti ha fatto Dio
E tu sei solo tu diversissima e strana
Inventata di nuovo per portarmi lontano
E si diventa tigre e si diventa pantera
In un silenzio forte carico del tuo odore
E comincia la danza noi da sempre danziamo
Il tempo non esiste noi da sempre ci siamo
E non c'è più la storia e non ci sono vestiti
Ma cadiamo all'indietro in un volo infinito
Indietro verso l'alba che spalanca le porte
Perché prima del giorno, prima c'era la notte
Un'infinita notte ed un prima infinito
Che non è solo morte e non è solo vita
Ma è il tuo corpo che ride e che poi si abbandona
Si fa tenere in braccio e che si muove piano
E che si fa cercare teneramente osceno
E che ancora sorride e ancora si abbandona
Siamo la linea d'ombra fra la tenebra e la luce
Un lungo filo teso tra la veglia e il sonno
Dove da sempre il mare respira e si richiude
Dove la porta è schiusa, la linea d'ombra
Siamo gli equilibristi di un lungo filo d'oro
Teso tra un gesto e un altro, tra un respiro e un respiro
Siamo dove ogni cosa diventa un'altra cosa
Siamo nella penombra, siamo la linea d'ombra
E dove queste mani, diventano parole
E dove le parole mi diventano voce
E dove questa voce mi diventa canzone
Che mi ritrovo addosso e non mi sembra mia
Perché c'era da prima che l'avessi inventata
Ed è venuta sola a farmi compagnia
E per addormentarsi e per addormentare
Come ci si addormenta nel rumore del mare
In questo corpo chiaro dove so scivolare
Fino a che svaniranno i segni sulla pelle
E tornerà di nuovo, magari all'improvviso
E dovremo di nuovo cantare una canzone
A quella strana cosa che non si lascia dire
A quella strana cosa che ci fa quel che siamo
Questo strano dolore, questo dolore strano
Credits
Writer(s): David Riondino
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