Testo AUTOVELOX - LACRAY
Testo della canzone AUTOVELOX (LACRAY), tratta dall'album UNISEX
Non scherzare
Le cose che fanno bene agli altri a noi ci fanno male
Sarà che odiamo il lieto fine e per questo cambiamo il finale
Ma siamo giovani o solo stupidi
Resto, resto fermo come un manichino
Se mi tocchi ancora così tremo
M'innamoro per hobby come faceva Tenco
E volevi i diamanti mica il mio profumo addosso
Eri più fredda tu di quel gennaio ad Oslo
Lei invece recita 'sto pezzo come il Padre Nostro, no
Tu che sorridi agli autovelox
E mi saluti con il medio
Mi spezzi il cuore per dispetto
Tranquilla, non mi fa più effetto
Guarda, mamma, siamo grandi
Non piangiamo più per i graffi
Ma ho gli occhi lucidi a un concerto
Di un gruppo che neanche conosco
E sento la tua voce se piango nel microfono
Scappiamo più veloce e vediamo se ci trovano
C'ho sogni così grandi che ho l'ansia che mi sveglino
Domani è un altro giorno, sì, ma sarà un altro giorno no
E non chiedermi why
Baby, non ti ho risposto più
È che in studio il cell non prende
Dai, non te la prendere
Che siamo fuori come pazzi e ti sembra una farsa
Dicevi che era amore, incece non era abbastanza
Sognavo di portarti in tour, ma tu non sei rimasta
Da fuori gridano, "LACRAY", ma io sto insieme a un'altra
Tu che sorridi agli autovelox
E mi saluti con il medio
Mi spezzi il cuore per dispetto
Tranquilla, non mi fa più effetto
Guarda, mamma, siamo grandi
Non piangiamo più per i graffi
Ma ho gli occhi lucidi a un concerto
Di un gruppo che neanche conosco
Abbiamo i cartelli sparati come i cartelli del Messico
La carta da parati e le pareti che non reggono
Tu copri coi carati quel tuo carattere pessimo
E non siamo laureati però senti qua che lessico
Tu che sorridi agli autovelox
E mi saluti con il medio
Mi spezzi il cuore per dispetto
Tranquilla, non mi fa più effetto
Guarda, mamma, siamo grandi
Non piangiamo più per i graffi
Ma ho gli occhi lucidi a un concerto
Di un gruppo che neanche conosco
Abbiamo i cartelli sparati come i cartelli del Messico
La carta da parati e le pareti che non reggono
Tu copri coi carati quel tuo carattere pessimo
E non siamo laureati però senti qua che lessico
Credits
Writer(s): Leonardo Zaccaria, Vincenzo Colella, Lorenzo D'andrea
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